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Come aiutare i bambini a stare più attenti?

Per aiutare un bambino a rimanere più concentrato e a controllare meglio le sue risorse attentive vi sono alcune strategie che si possono adottare. Scopriamone insieme alcune. 


Come già riportato in altri articoli del blog (vedi ad esempio “Come aiutare i bambini a stare più attenti” e "Perché alcuni bambini sono più attenti di altri"), l’attenzione può essere catturata da stimoli esterni, come ad esempio un rumore e da stimoli interni, come un pensiero o un obiettivo specifico. 


Prima di iniziare però, è bene dire che il livello di concentrazione, ovvero, la capacità di mantenere elevati livelli di attenzione nel tempo, varia con il passare dei minuti come una sorta di onda e, man mano che il tempo passa, il livello medio di quest’onda tende a calare. Per tale ragione è sempre bene, dopo una sessione di lavoro, fare una piccola pausa per ricaricare le energie prima di riprendere il lavoro. La durata della sessione, cioè il tempo in cui desideriamo che nostro figlio rimanga attento, varia da bambino a bambino perchè dipende dalla maturazione cerebrale del sistema attentivo e dalla sua efficacia. Ci sono bambini che riescono a mantenere un’adeguata concentrazione solo per pochi minuti, altri che riescono a mantenere l’attenzione focalizzata anche per 30-40 minuti senza particolari difficoltà. 


Vediamo ora quali tipologie di stimoli possono rappresentare una distrazione per un bambino.

Se il tuo obiettivo è quello di aumentare il tempo in cui rimane concentrato durante i compiti e lo studio allora è bene agire sulla prevenzione delle distrazioni esterne e di quelle interne. 

Tra le principali distrazioni esterne possiamo annoverare:

  • rumori improvvisi

  • movimenti inaspettati nell'ambiente circostante

  • cambiamenti repentini di luminosità

  • il contatto tattile

  • sentire pronunciare il proprio nome 

Questo significa che, prima di iniziare a svolgere i compiti o lo studio, si dovrebbe agire sull’ambiente per renderlo il meno distraente possibile. Come? Meglio scegliere luoghi più tranquilli, isolati e silenziosi piuttosto che ambienti come la cucina in cui, come spesso succede, scorrazzano i fratelli o arriva sempre qualcuno ad aprire il frigorifero. 


Le distrazioni interne invece sono quelle che dipendono dalle nostre idee e pensieri. Sono più difficili da gestire in quanto entrano in gioco anche emozioni e motivazioni, come l’interesse o meno per l’argomento, il desiderio di giocare o riposarsi prima di fare i compiti, i sentimenti e le convinzioni legate alle materie e alla scuola, la capacità di autocontrollo e monitoraggio di ciò che stiamo facendo, il rapporto con chi ci fa fare i compiti, le emozioni della giornata ecc…


Anche se su questi elementi è più difficile operare un controllo si possono tuttavia attuare dei piccoli accorgimenti che possono aiutare come ad esempio: organizzare il lavoro prima di iniziarlo (quali materie fare prima e cosa fare dopo), rispondere prima di iniziare a possibili esigenze (bere, mangiare, andare in bagno, ma anche cose da dire o da fare), dare un senso al lavoro da svolgere, usare strategie di studio meno superficiali e che richiedono maggior coinvolgimento e ragionamento, cercare di sostenere le emozioni e la relazione affettiva attraverso la calma, l’ascolto e un umore positivo prima di iniziare ecc… (vedi anche metodo di studio)


Attenzione! è bene comprendere che l’attenzione dipende anche dalla tipologia di compito che si sta svolgendo (leggi di più in….Perchè mio figlio fatica a rimanere concentrato sui compiti ma riesce a stare ore a giocare con i videogiochi?)


Una efficiente attenzione su ciò che dobbiamo fare è forse la cosa più importante per assicurarci la buona riuscita delle nostre azioni e anche un considerevole risparmio di tempo. Se i consigli e gli accorgimenti sopra descritti non dovessero essere sufficienti a produrre dei risultati concreti allora vi consigliamo di contattarci per trovare insieme delle strategie personalizzate o fare un training di potenziamento delle abilità attentivo-esecutive (clicca qui per maggiori info).


Per approfondire:




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