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Paure e fobie

Cosa sono le paure e le fobieCome affrontarle in età scolastica?

 

Paura

Provare paura è normale ed utile: serve ad avvisarci che ci troviamo di fronte a una minaccia, attiva il nostro corpo e ci protegge dai pericoli. 

Di fronte ad uno stimolo ostile, in modo immediato, avvengono molti cambiamenti corporei che rendono pronto il corpo ad analizzare l’ambiente e a reagire affrontando il pericolo (attacco), cercando di evitarlo (fuga) o bloccandosi (freezing). 

Queste azioni erano e sono tuttora molto utili a proteggerci.

 

Per l’uomo primitivo questa emozione era fondamentale: viveva in un ambiente pericoloso e sperimentare paura gli permetteva di stare allerta e affrontare gli animali feroci che potevano attaccarlo. 

Anche nella nostra quotidianità tale emozione è utilissima per fronteggiare stimoli realmente pericolosi (es. il sopraggiungere di una automobile ad alta velocità mentre ci si accinge ad attraversare la strada) ma spesso viene sperimentata in situazioni che non mettono a repentaglio la nostra incolumità fisica e che, piuttosto, sono minacciose per quella psicologica (es. interrogazioni, prese in giro, timore di non piacere ai compagni, rimproveri).

 

Tali situazioni vengono “interpretate” come pericolose per noi stessi. Questo modo di pensarle e considerarle ci porta a sperimentare l’emozione della paura con le sue manifestazioni fisiologiche (es. aumento della tensione muscolare, del battito cardiaco e del ritmo della respirazione), cognitive (es. mente offuscata, difficoltà a ricordare e concentrarsi) e comportamentali (es. evitamento della situazione, blocco, isolamento) sia quando ci troviamo nella situazione ma anche al solo pensiero di doverla affrontare (ansia anticipatoria).

 

È quindi molto importante per ognuno di noi avere consapevolezza delle componenti di questa emozione e imparare a gestirla usandola come sistema di allarme nei confronti dei pericoli ma non facendosi sopraffare da essa. Come fare ciò? Accettandola, osservandola e imparando a modulare e controllare le sue componenti (i pensieri, le reazioni corporee, i comportamenti).

 

Fobie

La fobia è un tipo particolare di paura, molto intensa, avvertita in modo specifico e limitatamente a un oggetto o ad una situazione. Essendo molto forte, le sensazioni, gli impulsi e le emozioni sperimentati sono molto marcati ed invalidanti. Tali reazioni, seppur spiacevoli, non sono pericolose e non mettono a repentaglio la vita.

Chi soffre di fobie cercherà di evitare ciò di cui ha paura o sopporterà la situazione temuta con molto malessere.

Le fobie paiono insensate: la persona è consapevole che la situazione sia relativamente sicura ma nella sua mente abita il dubbio che possa non esserlo. È quindi possibile che si renda conto che le reazioni emotive e comportamentali siano esagerate ma non riesce ad evitare di sperimentare le reazioni di allarme e fuga. 

Le fobie più comuni sono quella del buio, dell’altezza, degli animali, degli spazi chiusi, del sangue e dell’acqua. È facile rendersi conto di quanto fosse opportuno diffidare di tali situazioni nell’antichità: l’uomo primitivo che aveva tali paure aveva maggiori probabilità di sopravvivere.

Nell’arco di millenni, gli esseri umani hanno acquisito un certo grado di paura di queste situazioni potenzialmente pericolose e in effetti anche oggi i bambini provano paura per esse.

Fronteggiare le fobie è possibile e un intervento efficace prende in considerazione il controllo delle sensazioni fisiche, la gestione delle sensazioni ansiose mentre si affrontano gli stimoli temuti ed evitati e il cambiamento dei pensieri disfunzionali.

 

Paure e fobie in età evolutiva

Le paure accompagnano la crescita e si inscrivono nel normale sviluppo della psiche. È quindi normale che i bambini provino tali emozioni di frequente: sperimentarle è naturale dato che derivano dall’esplorazione quotidiana della realtà, non completamente conosciuta e quindi possibile fonte di minaccia.

Le paure cambiano in base all’età. Nell’infanzia ci si trova di fronte a paure maggiormente irrazionali (dei mostri, dei fantasmi, del lupo nero), mentre con la crescita, le ansie divengono sempre più complesse ed articolate, interessando prima i timori rispetto alla propria incolumità, poi maggiormente la sfera relazionale e sociale.

Le paure “normali” sono passeggere, cambiano nel tempo e sono facilmente gestibili.

Le fobie invece sono paure intense, circoscritte, persistenti, sproporzionate ed irrazionali. 

Rispetto alle comuni paure, la reazione emotiva è più intensa: i bambini piangono, hanno scoppi di collera, si immobilizzano o si aggrappano a chi sta loro accanto e sperimentano sintomi fisiologici specifici come mancanza di respiro, tremori, sudorazione, battito cardiaco accelerato, nausea. 

Il confronto con l’oggetto o la situazione temuta causa un malessere significativo. Tale sensazione è talmente invalidante da spingere il bambino ad evitare le situazioni che potenzialmente lo porterebbero a contatto con lo stimolo fobico. 

I bambini che soffrono di fobia specifica corrono il rischio, a causa delle condotte di evitamento, di ridurre notevolmente il repertorio dei propri comportamenti, isolarsi o ritirarsi. Il disturbo, a lungo termine, può diventare fortemente invalidante per il loro sviluppo, sia sociale che psicologico.

Le fobie si modificano con la crescita nell’intensità della reazione e nel contenuto. Le più comuni hanno come oggetto gli animali, gli insetti, i temporali, i suoni forti, il buio, il sangue e le ferite, le visite mediche o dentistiche, l’altezza e i luoghi chiusi. 

Esse compaiono solitamente durante l’infanzia o l’adolescenza e se non trattate, tendono a persistere nell’età adulta.

Per aiutare il bambino, è importante che i genitori accolgano e validino l’emozione provata, oltre ad accompagnarlo a fronteggiarla con pazienza e fantasia. 

È opportuno chiedere una consulenza allo specialista quando il bambino sperimenta una paura specifica in età non consona o quando l’intensità dell’angoscia raggiunge livelli tali da compromettere il normale svolgimento delle attività quotidiane o la costruzione delle relazioni.

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